Gli inchiostri da stampa flessografici sono sistemi dinamici le cui proprietà finali si realizzano solo dopo la fase di asciugatura o indurimento. Il meccanismo di asciugatura è un fattore primario di differenziazione tra i diversi tipi di inchiostro. Gli inchiostri a base acquosa si asciugano principalmente per evaporazione e assorbimento, favoriti da essiccatori ad aria calda montati sulla macchina da stampa. La velocità di asciugatura è influenzata dalla temperatura, velocità e umidità dell'aria, nonché dalla porosità del supporto. Un'asciugatura incompleta può causare il bloccaggio (adesione dei fogli tra loro nel pacco) o l'offset (trasferimento dell'inchiostro sul retro del foglio successivo). Gli inchiostri a base solvente si asciugano anch'essi per evaporazione, ma tipicamente molto più rapidamente, richiedendo sistemi efficienti di recupero del solvente o di incenerimento per gestire le emissioni di COV e garantire la sicurezza sul posto di lavoro. Gli inchiostri UV flessografici, invece, non si asciugano per evaporazione, ma attraverso la fotopolimerizzazione. Quando esposti alla luce UV, gli iniziatori fotoreattivi si decompongono in radicali liberi, che innescano una reazione a catena che lega chimicamente oligomeri e monomeri in una rete polimerica solida e inerte in pochi millisecondi. Questo indurimento praticamente istantaneo consente un immediato proseguimento delle lavorazioni successive, come la laminazione o la stampa a tassello, e produce una finitura con eccellente resistenza chimica e all'abrasione. Un'applicazione chiave degli inchiostri UV flessografici è quella per etichette sleeve retroriscaldate. Il manufatto stampato viene applicato su un contenitore e fatto passare attraverso un tunnel termico, provocando il restringimento della pellicola aderente ai contorni del contenitore. L'inchiostro deve resistere a questo riscaldamento intenso e rapido senza scolorire, creparsi o perdere adesione. Gli inchiostri UV, grazie alla loro natura completamente reagita e termoindurente, sono particolarmente adatti a questo processo impegnativo. Un altro aspetto da considerare è la compatibilità dell'inchiostro con rivestimenti e adesivi. Nell'imballaggio flessibile, un nastro stampato viene spesso laminato successivamente a un altro film mediante adesivi. L'inchiostro non deve contenere componenti che possano migrare nello strato adesivo causando la delaminazione (perdita di adesione). Ciò richiede una formulazione accurata per garantire che il film d'inchiostro indurito sia compatibile sia con adesivi da laminazione a base solvente che a base acquosa. Per le etichette, può essere applicato un rivestimento superficiale o una vernice sopra l'inchiostro per aumentarne la lucentezza o ottenere specifici effetti tattili; pertanto, l'inchiostro deve presentare una buona adesione interstrato con questa vernice di protezione. Anche il quadro normativo globale rappresenta un fattore determinante. Regolamenti come REACH in Europa, Prop 65 in California e diverse normative sui materiali a contatto con alimenti in tutto il mondo impongono restrizioni sulle sostanze utilizzabili nelle formulazioni degli inchiostri. Ciò richiede una solida capacità nel campo normativo e una stretta collaborazione con i fornitori di materie prime per garantire la conformità a livello globale. Per saperne di più sulle nostre soluzioni di inchiostri flessografici performanti e conformi e su come possono essere integrate nei vostri specifici processi di stampa e trasformazione, contattate il nostro team per una consulenza riservata e una valutazione applicativa.