Gli inchiostri da stampa flessografici sono sistemi fluidi progettati che svolgono un ruolo fondamentale nel successo del processo flessografico, noto per la sua adattabilità e efficienza nella stampa su superfici irregolari e flessibili. I componenti principali includono coloranti (pigmenti o tinture), leganti (resine che formano il film), veicoli (acqua, solvente o monomeri reattivi per UV) e una serie di additivi miglioratori delle prestazioni. La scelta della resina legante è particolarmente critica poiché determina le proprietà di adesione, lucentezza e resistenza. Le resine acriliche sono comuni nei sistemi a base acquosa per carta e cartone, mentre le resine poliuretaniche sono preferite nei sistemi a base solvente per la stampa su film grazie alla loro superiore flessibilità e resistenza chimica. Nella flessografia UV, gli acrilati epoxici o gli acrilati uretanici forniscono la rete reticolata necessaria per un'elevata durabilità. Il processo di stampa stesso impone severe richieste sul comportamento dell'inchiostro. Durante la dosatura tramite il rullo anilox, l'inchiostro deve avere una viscosità sufficientemente bassa da riempire completamente le celle, ma al contempo una coesione adeguata per essere raschiato in modo pulito. Nel trasferimento sulla piastra, tack e adesione dell'inchiostro devono essere controllati con precisione per evitare l'allargamento dei punti o ponteggiamenti nelle luci fini. Infine, il trasferimento sul supporto richiede una bagnabilità ottimale, funzione della tensione superficiale dell'inchiostro rispetto all'energia superficiale del supporto. Una sfida comune nella stampa su plastiche non porose come PET o OPP è l'adesione insufficiente, che può essere affrontata mediante trattamenti superficiali (ad esempio corona, fiamma) e formulando inchiostri con opportuni agenti bagnanti e promotori di adesione. Si consideri l'applicazione della stampa per imballaggi flessibili destinati ad alimenti surgelati. Lo strato d'inchiostro deve possedere un'eccezionale flessibilità per resistere alle crepe a basse temperature, spesso fino a -30°C, e deve anche presentare un'elevata resistenza all'abrasione per mantenere l'integrità grafica lungo tutta la catena del freddo, compresi trasporto e stoccaggio. Un malfunzionamento in questo ambito potrebbe portare a un degrado grafico, con conseguente impatto negativo sulla percezione del marchio. Un altro scenario è la stampa di sacchi multistrato per cemento o prodotti chimici, dove l'inchiostro deve non solo aderire alla superficie in PP tessuto, ma anche resistere allo sbiadimento causato da prolungata esposizione ai raggi UV e sopportare maneggiamento intensivo. Per tali applicazioni, sistemi pigmentari ad alte prestazioni e una chimica delle resine robusta sono essenziali. L'orientamento del settore verso la sostenibilità sta inoltre influenzando lo sviluppo degli inchiostri. Gli inchiostri flessografici a base acquosa per applicazioni su carta e cartone stanno registrando progressi nell'uso di resine rinnovabili e nella riduzione di sostanze pericolose. La tecnologia di indurimento UV LED sta prendendo piede grazie al suo minore consumo energetico, all'accensione/spegnimento istantaneo e alla maggiore durata della lampada rispetto alle tradizionali lampade a arco di mercurio; questa tecnologia richiede inchiostri formulati con fotoiniziatori specifici sensibili alla lunghezza d'onda LED, tipicamente 395 nm. Il controllo qualità nella produzione di inchiostri flessografici prevede test rigorosi su parametri come finezza di macinazione, stabilità della viscosità, forza cromatica e angolo tonale. Per discutere delle vostre specifiche esigenze relative al supporto, alla configurazione della macchina da stampa e all'impiego finale, e per scoprire come le nostre soluzioni personalizzate di inchiostri flessografici possono garantire risultati costanti e di alta qualità per la vostra produzione, vi invitiamo a contattare i nostri specialisti per un supporto completo e informazioni dettagliate sui prodotti.